Detrazione farmaci 19%: cos'è lo scontrino parlante e come si recupera
Per ottenere la detrazione del 19% sulle spese farmaceutiche serve lo scontrino “parlante”. Cosa contiene, cosa non rientra, come si gestisce in dichiarazione dei redditi.
Cos'è la detrazione del 19% sui farmaci
Tra le spese sanitarie detraibili dalla dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) rientrano anche quelle per farmaci e medicinali. La normativa italiana consente di detrarre il 19% della spesa sostenuta, calcolato sulla parte che supera una franchigia annuale di 129,11 euro.
La detrazione si applica indipendentemente dal fatto che il farmaco sia stato prescritto con ricetta o acquistato in automedicazione, purché si tratti di un vero e proprio farmaco (non un integratore, non un cosmetico, non un dispositivo medico generico).
Lo scontrino parlante: cosa deve contenere
Per essere considerato valido ai fini fiscali, lo scontrino della farmacia deve riportare alcune informazioni specifiche. Questo tipo di scontrino, dotato di tutti i campi richiesti, prende il nome di scontrino parlante o, più formalmente, documento commerciale con codice fiscale.
I dati obbligatori sono:
- codice fiscale del soggetto che usufruirà della detrazione (non necessariamente il pagante);
- natura del prodotto: deve indicare “farmaco”, “medicinale”, “F.co” o codice analogo;
- quantità del prodotto acquistato;
- codice AIC (Autorizzazione all'Immissione in Commercio) del farmaco;
- importo pagato, IVA inclusa;
- data dell'operazione.
Al momento del pagamento è sufficiente comunicare al farmacista la propria tessera sanitaria (o il codice fiscale del soggetto destinatario della detrazione): lui leggerà il codice e lo stamperà sullo scontrino. Se non chiedi nulla, lo scontrino emesso è anonimo e non utilizzabile per la detrazione.
Franchigia di 129,11 €: come funziona
La detrazione del 19% non si applica all'intera spesa farmaceutica ma solo alla parte eccedente 129,11 € nell'anno solare. La franchigia copre l'insieme di tutte le spese sanitarie (farmaci, ticket, visite specialistiche, esami diagnostici, dispositivi medici): se nel tuo nucleo familiare il totale supera questa soglia, scatta il diritto al rimborso del 19% sulla parte eccedente.
Esempio: spesa farmaci nell'anno 600 €. Detraibile: (600 − 129,11) × 19% = 89,46 € di minor IRPEF da pagare.
Cosa è detraibile e cosa no
Sono detraibili (19%):
- farmaci con e senza ricetta (OTC, SOP) acquistati in farmacia o parafarmacia con scontrino parlante;
- farmaci omeopatici se registrati come tali presso AIFA;
- farmaci galenici (preparati in farmacia) se prescritti con ricetta;
- ticket sanitari pagati per ricette SSN;
- dispositivi medici marcati CE (con specifica certificazione, vedi sotto).
Non sono detraibili:
- integratori alimentari (anche se prescritti dal medico): non sono farmaci ai sensi della normativa fiscale;
- cosmetici e prodotti per la cura della persona (anche se acquistati in farmacia);
- prodotti omeopatici non registrati come farmaci AIFA;
- parafarmaci generici (dentifrici, salviette, ecc.);
- tisane e infusi anche se proposti come “rimedi naturali”.
Per i dispositivi medici (siringhe, glucometri, termometri, sfigmomanometri, ecc.) la detrazione del 19% è ammessa, ma serve che lo scontrino — oltre al codice fiscale — riporti la dicitura “dispositivo medico CE” seguita dal numero di certificazione, oppure che il farmacista rilasci una dichiarazione aggiuntiva.
Come conservare gli scontrini
Gli scontrini devono essere conservati per 5 anni oltre l'anno della dichiarazione in cui sono stati portati in detrazione. Sono il documento giustificativo in caso di controllo dell'Agenzia delle Entrate.
Suggerimenti pratici:
- archivia gli scontrini in una busta o cartella per ogni anno fiscale;
- fotografali con il telefono: la stampa termica sbiadisce in 1-2 anni;
- tieni le foto in una cartella cloud (Google Drive, iCloud, Dropbox) organizzata per data;
- se uno scontrino è sbiadito, fai una fotocopia a colori prima che diventi illeggibile.
Tessera sanitaria e invio automatico al 730
Le farmacie italiane trasmettono automaticamente al Sistema Tessera Sanitaria tutti gli scontrini parlanti che riportano il codice fiscale. Quando, l'anno successivo, accedi al tuo 730 precompilato sull'Agenzia delle Entrate, trovi le spese farmaceutiche già caricate.
Questo non sostituisce l'obbligo di conservazione, ma semplifica molto la dichiarazione: basta verificare che il totale coincida con i tuoi scontrini e, se serve, aggiungere quelli mancanti (ad esempio se non hai fornito il codice fiscale al momento dell'acquisto).
Hai perso uno scontrino: cosa fare
Se hai perso uno scontrino ma sai di averlo registrato con la tessera sanitaria, dovresti comunque trovare la spesa nel 730 precompilato. Se invece non l'hai registrata con la tessera, lo scontrino è perso definitivamente ai fini fiscali: la farmacia non può duplicarlo né ristamparlo, perché si tratterebbe di un atto fiscale non ammesso.
L'unico caso recuperabile è quello dei ticket SSN: in alcune regioni (incluse alcune ASP siciliane) è possibile richiedere un duplicato presso lo sportello ASP, fornendo il proprio codice fiscale.
Detraibilità per farmaci dei familiari
Sono detraibili anche i farmaci acquistati per familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli, altri familiari conviventi con reddito sotto la soglia di legge). In quel caso lo scontrino deve riportare il codice fiscale del familiare a cui è destinato il farmaco, non quello di chi paga.
Per familiari non a carico ma con specifiche patologie esenti (es. genitore anziano convivente), le regole sono più restrittive: in generale la spesa è detraibile solo se il familiare ha un reddito inferiore alla soglia. È sempre opportuno consultare un commercialista o un CAF nei casi dubbi.
In sintesi
La detrazione del 19% sui farmaci è uno strumento utile per le famiglie con spese sanitarie significative. La regola d'oro è semplice: chiedi sempre lo scontrino parlante, comunicando la tessera sanitaria del soggetto a cui è destinato il farmaco. Negli acquisti in farmacia di turno notturno, anche se la fretta è massima, ricorda di dirlo: pochi secondi che possono valere decine di euro a fine anno.
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